Commenti natalizi

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16/12/2020



Molti sono rimasti sorpresi per l'ultima trasmissione di Report sul sindacato Cisl.

Dobbiamo farci un'unica domanda: a chi giova un giornalismo di denuncia, che ripercorrendo più o meno gli ultimi 5-6 anni dell'attività della Cisl ne mette in risalto solo alcune discrasie che possono anche esserci nella vita di una grande organizzazione?

Perché si prende di mira proprio la Cisl?

E' evidente che ci sono poteri forti ai quali rispondono molte testate giornalistiche e televisive che hanno interesse a gettare ombre sull'operato di un'organizzazione sindacale che conta più di 4 milioni di iscritti.

Infatti perchè gettare il dubbio, lo sconforto tra gli iscritti di un sindacato che si sta battendo per ripristinare un confronto serio e democratico con tutte le rappresentanze politiche, sindacali e datoriali?

Chi lo fa, ha interesse a danneggiare i cardini della nostra democrazia costituzionale che si fondano sulla capacità di interagire tra soggetti rappresentativi di interessi. Il sindacato Cisl rappresenta gli interessi degli iscritti, dei pensionati, dei lavoratori e dei cittadini per dare stabilità e certezze alla vita lavorativa, battendosi contro un precariato diffuso, contro abusi nel non rinnovo sacrosanto dei contratti, contro mancata rivalutazione delle pensioni, cercando di proporre investimenti pubblici importanti come quelli che deriveranno dai fondi del Recovery Fund. 209 miliardi di euro che condizioneranno i prossimi 30 anni di sviluppo.

Questo non fa piacere a chi vuole ridurre, a chi vuole colpire i cittadini tutti degradandoli al rango di sudditi, spogliandoli del loro essere cittadini sovrani.

Il mondo moderno è complesso. Attenzione quindi a tutto ciò che avviene, e questo governo ha contraddizioni notevoli, ti spinge a spendere mostrandoti il vantaggio di qualche rimborso inutile, in realtà vuole

controllare la libertà di ogni cittadino, fate attenzione questo è la realtà del messaggio che Report ha diffuso.

Ritorniamo su un tema che ci è caro, quale quello delle Rsa. Lo scandalo delle morti nelle Rsa sta scoperchiando un vaso di pandora in cui solo la bramosia di danaro spinge una grandissima parte di gestori di Rsa che continuamente l'Arma dei Carabinieri ha smascherato per le violenze e i maltrattamenti che gli anziani subiscono.

Le Rsa fanno parte del Servizio Sanitario Nazionale ad ogni titolo, devono essere organizzate per dare cure e assistenza, devono essere limpide e trasparenti nella gestione economica, devono apportare aiuto ai non autosufficienti, di qui la necessità di una legge quadro, per regolamentare ogni assistenza non solo medica o terapeutica, ma anche combattere la solitudine degli anziani.

Un recente studio di due ricercatrici dell'università di Ontario in Canada, ha rilevato che nelle Rsa si muore più di solitudine che di Covid. Anche da noi alcuni ricercatori hanno segnalato al servizio sanitario nazionale che i morti nelle Rsa sono prevalentemente di solitudine per aver impedito agli anziani di avere alcun rapporto coi parenti e con i conoscenti con la scusa del Covid.

Le ultime disposizioni consentono la stanza degli abbracci, la capacità in tutta sicurezza di continuare a fare sentire questi soggetti fragili e deboli ancora parte attiva di una società complessa che molte volte li ha relegati come fastidio nelle stesse Rsa.

Ecco le battaglie che la Cisl sta portando avanti, ecco perché vogliamo un confronto sui fondi del Recovery Fund, ecco perché non si capisce come mai non si recuperano i 36 miliardi del Mes che uniti ai 9 stanziati possono far respirare la sanità pubblica e non solo ingrassare la sanità privata.

Voglio sottoporre inoltre all'attenzione dei nostri amici l'atteggiamento scandaloso delle banche italiane in particolare nel meridione. Chi ve lo dice è un ex bancario. In tutta la mia vita lavorativa si sono presentate occasioni per fare tra una festività e l'altra i cosiddetti ponti per godere di stare un pò in più con la famiglia specialmente durante le festività. Lo scenario è cambiato, sono le banche che fanno ponte, il 7 dicembre hanno fatto il primo ponte, il 24 ne faranno un altro e un altro ancora a gennaio.

Un mio maestro mi diceva che le banche vivono essenzialmente di valuta, che è il valore dato ai capitali inoperosi e giacenti. Le banche non possono permettersi di fare esse i ponti, perché hanno in mano i nostri soldi e devono dare comunque il servizio.

Attendere dinanzi al Banco di Napoli della Centrale di via Marina a Napoli, all'aperto due ore per poter entrare a fare una semplice operazione di incasso è qualcosa di vergognoso anche perché, approfittando dell'incapacità degli italiani di indignarsi, i dipendenti non solo arrivavano in ritardo e hanno aperto gli sportelli oltre le 9, ma entravano badgiavano, uscivano, andavano a prendere il caffè, fumavano una bella sigaretta alla nostra presenza e poi entravano a lavoro. La scusa “i terminali non funzionano”, e qui dobbiamo essere chiari, se la tecnologia avanzata è un mezzo per aiutarci, queste scuse nel 2020 sono ormai puerili e manifestano la cattiva fede degli operatori. L' impoverimento degli sportelli bancari in Campania è un fatto gravissimo che il sindacato dei bancari avrebbe dovuto denunciare in maniera forte. Le banche devono ritornare a fare le banche, non le finanziarie, non il servizio al grande capitale finanziario.

Non andate quindi nelle grandi banche, servitevi delle piccole banche locali, popolari, cooperativistiche perché sono le uniche, proprio perchè piccole, che continuano a sviluppare un po' di servizio bancario per la clientela. I bancari poi si prestano a questo abuso cacciando via i clienti con la scusa del Covid, quando avrebbero dovuto richiedere un ampliamento degli sportelli e degli orari per poter svolgere il servizio senza prenotazione in piena libertà con i mezzi di protezione individuale.

E' davvero un arretramento e uno scandalo per i cittadini, che hanno bisogno del servizio bancario.

Con l'occasione vorrei porgere a tutti un augurio di Santo Natale e di felice anno nuovo soprattutto di buona salute che è il bene irrinunciabile dell'uomo.

Il Reggente

Fnp Cisl Campania

Augusto Muro