25 Novembre: Il silenzio non salva. È il momento di urlare!

25 Novembre: Il silenzio non salva. È il momento di urlare!

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25/11/2025



Prevenire la violenza vuol dire combattere le sue radici culturali e le sue cause. Per questo sono fondamentali strategie politiche mirate all’educazione affettiva, alla sensibilizzazione, al riconoscimento e alla realizzazione delle pari opportunità in ogni ambito della vita pubblica e privata, significa occuparsi degli ambiti giovanili dove la situazione non è meno allarmante. Tra i più giovani, purtroppo, la violenza di genere “va ancora di moda”, molti comportamenti tossici vengono normalizzati, persino scambiati per amore.

25 Novembre: Il silenzio non salva. È il momento di urlare!

Dalla Survey Teen di Fondazione Libellula emergono dati inquietanti: il 56% degli adolescenti considera la gelosia controllante un gesto d’amore. Il 39% non vede violenza nel controllare di nascosto il telefono del partner. Il 26% non considera violento imporre alla partner come vestirsi. È la fotografia di un immaginario distorto che si forma troppo presto, quando non si conoscono ancora i confini tra affetto e possesso.

E purtroppo la violenza arriva sempre prima: in Italia una adolescente su 10 è già stata colpita con pugni, schiaffi, spinte all’interno di una relazione. E una su 5 non riconosce questi gesti come abusi.

25 Novembre: Il silenzio non salva. È il momento di urlare!

Se non si riconosce la violenza, non la si può fermare, e Questo processo inizia nell’infanzia può riemergere in adolescenza o nell’età adulta sotto forma di relazioni disfunzionali, dipendenza affettiva, difficoltà emotive.

Per questo ogni passo avanti legislativo ha un peso reale.

La recente proposta di legge approvata dalla camera nei giorni scorsi sul consenso libero e attuale afferma finalmente un principio chiaro: un SÌ può cambiare, e quando diventa NO, è sempre NO, altrimenti è sempre violenza. Il consenso deve essere libero, consapevole, presente in ogni momento. È un passo avanti culturale e giuridico che protegge soprattutto chi è più giovane, chi è più esposto, chi ha meno strumenti.

Ma la legge, da sola, non basta. Servono percorsi di educazione permanente, che accompagnino bambini, adolescenti, adulti e persone anziane lungo tutto il ciclo di vita.

Noi donne e uomini della FNP CISL Pensionati, insieme al Coordinamento Politiche di Genere, siamo impegnati tutto l’anno - non solo il 25 novembre - per costruire una cultura del rispetto, della dignità, della relazione sana.

Lavoriamo insieme nei territori perché la violenza non è un fatto privato, ma un problema sociale che si previene solo insieme.

Insieme si può costruire un Paese in cui essere donna non sia mai motivo di pericolo. In cui il rispetto non sia un auspicio, ma una pratica quotidiana. In cui la libertà femminile non sia negoziabile.

Insieme per creare una nuova cultura di parità e condivisione in uno scambio intergenerazionale, che aiuti a guardare al futuro con nuove dinamiche e nuova speranza. 

Leggi le parole di Liliana Chemotti, responsabile coordinamento Politiche di genere della FNP CISL.

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