Donne anziane: disuguaglianza d'età e genere

Donne anziane: disuguaglianza d'età e genere

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16/05/2022



È stato recentemente pubblicato dall’UN-DESA (Dipartimento per gli affari economici e sociali della Nazioni Unite), insieme con l’UN Women (agenzia delle Nazioni Unite per l’uguaglianza di genere e l’empowerment femminile), con l’Esperto indipendente sul godimento dei diritti umani da parte degli anziani e con il supporto di AARP (American Association of Retired Persons) un advocacy brief (documento di advocacy) dal titolo “Older women: inequality at the intersection of age and gender.

In esso vengono esplorate le aree in cui l’ageismo (o discriminazione nei confronti di una persona in ragione della sua età anagrafica) si interseca con la discriminazione basata sul genere e tutte le parti interessate sono invitate sia a confrontarsi sul tema che a collaborare nella articolazione di politiche relative all’invecchiamento in un’ottica di genere.

Secondo il documento è necessario che vi sia più ampia consapevolezza del fatto che, se è vero che se sia gli uomini che le donne sperimentano, nel corso del processo di invecchiamento, forme di ageismo, per le donne si osserva molto spesso - per lo più a causa di stereotipi profondamente radicati nella cultura e nella società – una malevola combinazione tra la discriminazione basata sul genere e quella legata all’età, con effetti devastanti per la persona, esasperazione delle disuguaglianze e costi sociali altissimi.

Altri fattori intersezionali come l’etnia, l’orientamento sessuale, la religione ecc. - quando presenti - aggravano la situazione e ampliano gli scenari in cui, al mondo, alle donne anziane vengono negati i diritti e le libertà fondamentali.

La pandemia non ha fatto che aggravare le conseguenze della discriminazione nei confronti delle persone anziane e in particolare nei confronti delle donne.

A livello internazionale sono certamente presenti convenzioni in materia di diritti umani, come per esempio la Convenzione ONU sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione nei confronti delle donne (The Convention on the Elimination of all Forms of Discrimination against Women), che affrontano direttamente anche alcune delle questioni che riguardano le donne anziane; tuttavia, l’assenza di una convenzione specifica sui diritti delle persone anziane comporta forti carenze nella protezione delle donne anziane come gruppo distinto.

Con la pandemia sono emerse tutte le lacune preesistenti nelle politiche relative ad anziani e transizione demografica, e la dimensione di genere, con le opportune differenziazioni, è rimasta trascurata e quasi del tutto esclusa dalle discussioni politiche e dai processi decisionali, con conseguente esasperazione di situazioni di vulnerabilità, isolamento sociale e aumento del rischio di povertà e di abusi per le donne anziane.

Si tratta di realtà che si manifestano anche in altri scenari di crisi, come quelli dovuti ai cambiamenti climatici e quelli in cui sono presenti conflitti: situazioni in cui le forme multiple e intersezionali di discriminazioni si intensificano. Citando dati aggiornati al 2021, il documento fa notare come debba essere considerato con preoccupazione il fatto che persista, nel tempo, una situazione per cui le donne anziane, nel mondo, affrontano il problema della insicurezza economica e del rischio di povertà in misura maggiore rispetto agli uomini della stessa fascia di età.

I dati nel settore della protezione sociale a livello globale mostrano un divario di genere per cui solo il 26,3% delle donne in età lavorativa è coperto da un sistema pensionistico, contro il 38,7% degli uomini. Nei paesi a reddito medio-basso il divario si fa ancora maggiore (8,1% per le donne e 20,8% per gli uomini).

Inoltre, per una serie di ragioni, legate principalmente alle responsabilità di assistenza, è più probabile che le donne vadano in pensione prima dell’età pensionabile stabilita per legge, ponendosi ulteriormente a rischio di povertà e dipendenza finanziaria.

Se è vero che molte persone anziane nel mondo sono impiegate in mercati di lavoro informali, questo vale maggiormente per le donne anziane, che, però, soprattutto nei paesi meno sviluppati dove le garanzie contro le discriminazioni sono più deboli e poiché percepite come meno produttive, vedono il loro lavoro meno apprezzato rispetto a quello degli uomini.

Gli scenari futuri non promettono miglioramenti se si osserva che, come dice il documento, i tassi globali di partecipazione al mercato del lavoro per le persone di età pari o superiore a 55 anni rimangono dal 1990 costantemente e significativamente inferiori per le donne rispetto agli uomini, a causa delle persistenti barriere di genere nell’accesso al mercato del lavoro.

QUALCHE NOTA IN PIU’

UN Women è l'organismo delle Nazioni Unite dedicata all'uguaglianza di genere e all'emancipazione delle donne. UN Women sostiene gli Stati membri delle Nazioni Unite mentre stabiliscono standard globali per il raggiungimento dell'uguaglianza di genere e collabora con i governi e la società civile per progettare leggi, politiche, programmi e servizi necessari per garantire che gli standard siano effettivamente implementati e vadano veramente a beneficio di donne e ragazze in tutto il mondo. Lavora a livello globale per rendere la visione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile una realtà per donne e ragazze e sostiene la partecipazione paritaria delle donne in tutti gli aspetti della vita, concentrandosi su quattro priorità strategiche: Le donne guidano, partecipano e traggono ugualmente vantaggio dai sistemi di governance. Le donne hanno sicurezza del reddito, lavoro dignitoso e autonomia economica. Tutte le donne e le ragazze vivono una vita libera da ogni forma di violenza. Le donne e le ragazze contribuiscono e hanno una maggiore influenza nella costruzione di pace e resilienza sostenibili e traggono ugualmente vantaggio dalla prevenzione di disastri naturali e conflitti e dall'azione umanitaria UN Women coordina anche il lavoro del sistema delle Nazioni Unite nel promuovere l'uguaglianza di genere e in tutte le deliberazioni e gli accordi legati all'Agenda 2030.