Covid-19, un'indagine dell'Istituto Superiore di Sanità sul contagio nelle strutture residenziali e sociosanitarie e nelle RSA

Covid-19, un'indagine dell'Istituto Superiore di Sanità sul contagio nelle strutture residenziali e sociosanitarie e nelle RSA

Notizie Principali

26/06/2020



L'Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha pubblicato il Report finale dell'indagine condotta in collaborazione con il Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale (GNPL) sul contagio COVID-19 nelle strutture residenziali e sociosanitarie (Rsa).

L'indagine è iniziata il 24 marzo 2020, si è chiusa il 5 maggio ed ha coinvolto 3292 RSA (96% del totale) distribuite in modo rappresentativo in tutto il territorio nazionale. Secondo la banca dati realizzata dal GNPL, le RSA nel nostro Paese sono 4.629 (pubbliche, convenzionate e private). Dal 25 marzo al 30 aprile hanno risposto al questionario 1356 strutture, pari al 41,3% di quelle contattate, che hanno riportato dati riferiti al periodo dal 1 febbraio al 30 aprile 2020.

Ecco le principali conclusioni:

Caratteristiche delle strutture
In media sono risultati presenti 2,5 medici, 8,5 infermieri e 31,7 OSS (operatori socio-sanitari) per un totale di 42,4 operatori per struttura. Circa l'11% delle strutture ha dichiarato di non avere medici in attività nella struttura fra le figure professionali coinvolte nell'assistenza.
Inoltre, fra le figure che operano in struttura, si aggiungono fisioterapisti/terapisti/tecnici della riabilitazione, educatori/animatori, psicologi e assistenti sociali, per una media complessiva di 5,4 operatori per struttura. A questi si sommano varie tipologie di figure professionali quali: ausiliari socio-assistenziali, responsabili di attività assistenziali, addetti di assistenza di base, oltre che, ovviamente, addetti alle pulizie e ausiliari cucina, manutentori, personale amministrativo.
In media sono stati riportati 74,8 posti letto per struttura, con un range da 8 a 667 posti letto. Le 1356 strutture hanno riportato un totale di 97521 residenti alla data del 1 febbraio 2020, con una media di 72 residenti per struttura (range 7-632).

Decessi
Nel totale dei 9154 soggetti deceduti, 680 erano risultati positivi al tampone e 3092 avevano presentato sintomi simil-influenzali. In sintesi, il 7,4% del totale dei decessi ha interessato residenti con riscontro di infezione da SARS-CoV-2 e il 33,8% ha interessato residenti con manifestazioni simil-influenzali a cui però non è stato effettuato il tampone. Il picco dei decessi è stato riscontrato nel periodo 16-31 marzo. La percentuale maggiore di decessi, sul totale dei decessi riportati, è stata registrata in Lombardia (41,4%), Piemonte (18,1%) e Veneto (12,4%). Il tasso di mortalità, è complessivamente pari all'9,1%.

Difficoltà riscontrate
Delle 1259 strutture che hanno risposto alla domanda, 972 (77,2%) hanno riferito la mancanza di Dispositivi di Protezione Individuale, mentre 263 (20,9%), la scarsità di informazioni ricevute circa le procedure da svolgere per contenere l'infezione.
Inoltre, 123 (9,8%) strutture segnalano una mancanza di farmaci, 425 (33,8%) l'assenza di personale sanitario e 157 (12,5%) difficoltà nel trasferire i residenti affetti da COVID-19 in strutture ospedaliere. Infine, 330 strutture (26,2%) asseriscono di avere difficoltà nell'isolamento dei residenti affetti da COVID-19 e 282 di essere nell'impossibilità di far eseguire i tamponi.La nostra Organizzazione ha già ampiamente commentato questa indagine nella circolare n. 290/BM/amb, del 22 aprile 2020.

Il dato tragico che viene confermato è quello dei decessi, ma l'Istituto Superiore di Sanità non fa alcun commento, né un confronto sui dati raccolti, non un accenno ad un piano urgente di azioni efficaci per una trasformazione radicale di questi servizi.

Sarà nostro compito continuare ad attivarci in questa direzione, soprattutto in previsione di un possibile ritorno dell'epidemia, che alcuni esperti ipotizzano in autunno, anche se in Cina, a Pechino e in Germania, il virus è già tornato. La Germania, infatti, ha nuovamente sottoposto al lockdown un intero distretto, per contrastare il diffondersi del Coronavirus.

 

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