Covid-19, l'impatto sulle persone anziane

Covid-19, l'impatto sulle persone anziane

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20/05/2020



Il Segretario Generale delle Nazioni Unite Antònio Guterres ha recentemente presentato un documento strategico-programmatico dal titolo “L'impatto del Covid-19 sulle persone anziane” (The Impact of COVID-19 on older persons - vedi nostra circolare n. 336/2020) in cui vengono proposti orientamenti e raccomandazioni utili ad affrontare le sfide che - durante questa pandemia - stanno mettendo a dura prova le fasce più anziane della popolazione mondiale.
Il documento programmatico è stato sottoscritto, in una dichiarazione di sostegno, da 140 Stati, i quali si impegnano ad appoggiare e promuovere il quadro politico presentato dal Segretario Generale.

La pandemia ha portato all'umanità sfide senza precedenti, rappresentando una minaccia sproporzionata per la salute, la vita, il benessere e i diritti delle persone anziane.
Tuttavia, dice il rapporto, molti di questi rischi non sono nuovi: le persone anziane sono state a lungo trascurate nella predisposizione e nella previsione di programmi e risposte di carattere sociale ed economico; sono state a lungo tenute fuori dalle politiche e dai programmi nazionali, dalla valutazione di adeguate azioni di protezione dei diritti umani.
La voce, le visioni, le prospettive e l'esperienza degli anziani non sono sufficientemente presi in considerazione - e tanto meno valorizzati - nella stessa identificazione dei problemi e delle soluzioni che li riguardano direttamente: essi vengono troppo spesso esclusi dai processi decisionali.
Questa pandemia ha dimostrato quanto non si possa più commettere questo errore: sia a livello internazionale che nazionale vanno ampliate le piattaforme e i partenariati attraverso i quali è necessario confrontarsi sia a livello globale che nazionale su ragionamenti e buone pratiche; governi, società civile, settore privato e terzo settore devono lavorare insieme di modo che la voce degli anziani venga ascoltata e venga garantita una loro partecipazione libera, attiva, significativa.
La ripresa e la risalita da questo periodo drammatico può rappresentare allora, pur nella sua tragicità, anche un'opportunità per gettare le basi per una società finalmente più inclusiva, equa e capace di accogliere, proteggere e valorizzare i contributi di tutti. Una società fondata sulla protezione dei diritti umani e guidata dalla promessa condivisa dell'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile di non lasciare nessuno indietro.

Il documento strategico si muove intorno a quattro filoni principali che analizzano: l'impatto del Covid-19 su salute, diritti e servizi di assistenza a lungo termine per gli anziani; gli effetti del distanziamento sociale; la necessità di identificare e definire i bisogni specifici delle persone anziane nelle politiche socio-economiche e umanitarie di risposta alla pandemia; la necessità di una più accurata e ragionata raccolta dei dati che definiscano la diversità delle situazioni delle persone anziane anche negli istituti. Vediamone i passaggi fondamentali.
Secondo il documento, in Europa, oltre il 95% dei decessi per Covid-19 è stato di persone di età pari o superiore a 60 anni; negli Stati Uniti l'80% dei decessi è avvenuto tra gli ultrasessantacinquenni e in Cina circa l'80% si è verificato tra gli adulti di età pari o superiore a 60 anni.
Tuttavia, oltre alla particolare vulnerabilità cui è soggetta la popolazione anziana rispetto al virus, vanno considerati tutta una serie di aspetti ulteriori e collaterali, come quelli che di fatto si stanno verificando e che vanno analizzati sia a monte che con un ragionamento conseguenziale perché li si possa adeguatamente gestire.
Le misure di distanziamento sociale e la concentrazione delle risorse sanitarie sull'attualità dell'emergenza Covid-19 possono creare agli anziani particolari ostacoli all'accesso di cure necessarie a condizioni patologiche preesistenti e a condizioni croniche e di disabilità che non possono essere trascurate; si sono aggravate le difficoltà nel ricevere assistenza sanitaria e sociale integrata, comprese le cure palliative, la riabilitazione e altri tipi di cure.
Esperti in diritti umani hanno inoltre riportato con preoccupazione che talvolta, in più parti, le decisioni intorno all'impiego di scarse risorse mediche, inclusi i ventilatori, siano state prese in base all'età o in base ad assunti generici sull' aspettativa di vita della persona o sulla sua possibilità di sopravvivenza.
Un quadro particolarmente terrificante è emerso per quanto riguarda l'impatto del Covid-19 sulle persone anziane negli istituti: le autorità di Madrid riferiscono che a marzo, 4.260 sono stati i decessi di anziani residenti in istituti cui sia stato diagnosticato il coronavirus o che avevano mostrato sintomi ad esso associati; in Francia quasi 7.500 gli anziani residenti in istituti e morti per Covid-19; negli Stati Uniti un quinto dei decessi attribuiti al Covid-19 (oltre 7.000) sono avvenuti negli istituti.

Altro tema rilevante e sempre più emergente in tempi di pandemia è quello della violenza sulle persone anziane. Se le stime prima della pandemia mostravano che 1 anziano su 6, nel 2017, era stato vittima di abusi, ora si registra un preoccupante aumento, in particolare contro le donne anziane.
Tra le questioni più urgenti su cui invita a fare attenzione il rapporto, c'è anche la necessità di una comunicazione informata che eviti di incrementare discriminazioni e alimentare inutilmente stereotipi e stigmatizzazioni che danneggiano tutte le parti e minano un necessario impegno di solidarietà intergenerazionale.
Per scongiurare una esasperazione dell'isolamento dell'anziano sia a casa che negli istituti è importante che sia colmato il divario digitale: mentre circa la metà della popolazione mondiale ha accesso a Internet, le persone anziane rimangono ancora poco connesse. Nel Regno Unito, ad esempio, 4,2 milioni di persone di età pari o superiore a 65 anni non hanno mai usato Internet.
Ma una delle cose più sconcertanti, anche se prevedibili, e su cui va focalizzata l'attenzione, è che la pandemia da Covid-19 sta aggravando le disuguaglianze economiche globali ed esasperando i già alti rischi di povertà delle persone anziane, soprattutto fra le donne.

È fondamentale che le risposte a questa crisi e le politiche di recupero post-pandemia identifichino e definiscano in modo specifico le esigenze delle persone anziane che possono essere particolarmente a rischio di essere lasciate indietro o escluse.
Le persone anziane vanno consultate sui loro specifici bisogni legati a questa emergenza e sui rischi ad essa associati; essi vanno resi partecipi di una risposta ragionata e mirata.
E' necessario costruire quadri giuridici forti sia a livello nazionale che internazionale per proteggere i diritti umani delle persone anziane, anche accelerando gli sforzi del gruppo di lavoro dell'Assemblea Generale, per sviluppare proposte per uno strumento legale internazionale di promozione e protezione dei diritti e della dignità degli anziani.